OPEN MUSEUM

OPEN MUSEUM - a cura di Valentina Ferrari

Un museo all'aperto, è questo l'obiettivo che la curatrice Valentina Ferrari ha voluto perseguire in questi nove giorni di musica e arte. Dare vita a un luogo ormai abbandonato, i cui muri parlano di arte. Al patrimonio degli skaters e dei writers si aggiungono, in armonia con lo spazio circostante, le opere di artisti consolidati accompagnate dalle opere di giovani e talentuosi emergenti. Sospese sulle pareti e in istallazione troviamo i quadri e i totem di Fabrizio di Nardo, artista materico reduce da due Biennali di Venezia, quadri astratti, tattili, che l'artista crea giocando con resine e sabbie. Sempre a parete le opere della parigina Coquelicot Mafille. Coquelicot nasce come scrittrice da una famiglia di artisti, sulla scia della scrittura si dedica al ricamo su tela, che molto le ricorda la scrittura. Il tratto è dolce e delicato e la parigina lo porta anche sui muri, come street artist, in giro per l'Europa. In mostra tele non intelaiate che come dice la curatrice meglio si integrano in un luogo underground come il Ponte della Musica. Ad accompagnare le opere di questi grandi artisti troviamo le sculture di Marianna Andolfi, laureata in Belle Arti, la giovane artista tesse fili di ferro creando sculture con un'anima, pensate per essere attraversate dalla luce e viste sia in tre che in due dimensioni. Nello spazio dedicato ai giovani emergenti troviamo poi le opere di Ludovica Bargellini, artista e pittrice, che presenta i suoi Pineal Drowning, stampe provenienti da un'esperienza di isolamento al buio, e le opere di due giovani architetti Alice Bambini e Simone Forti.